Prossimo alle vacanze estive, centotre anni fa, il cinquantatreenne Sigmund Freud scrive al trentaquattrenne Carl Gustav Jung, parlando della stesura de “L’uomo dei topi”, il cui manoscritto sottopone alla revisione di Jung, e dell’imminente viaggio che i due avrebbero fatto in America. Emergono dalla lettera aspetti umani e quotidiani: il desiderio di vacanza (“la mia svogliatezza verso il lavoro ha raggiunto proporzioni gigantesche, non vedo l’ora di fare le ferie…“), un paziente che avendo preso appuntamento non si è presentato, i figli che crescono, di cui il primo si è fatto sfregiare il viso in un duello studentesco, e il secondo ha appena dato la maturità (“Così i giovani un po’ alla volta diventano indipendenti e noi ci troviamo a essere degli old men!“).

Sigmund Freud “Epistolari. Lettere tra Freud e Jung 1906-1913” Bollati Boringhieri Torino


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