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Alda Merini a proposito del manicomio: importanza della psicoterapia

La poetessa Alda Merini fu a lungo ricoverata tra gli anni ’60 e i ’70 presso l’ospedale psichiatrico Paolo Pini di Affori, a Milano. All’interno di quella drammatica esperienza, uno spiraglio di ritrovata umanità fu la psicoterapia condotta all’interno del manicomio con il dottor G. (lo psichiatra Enzo Gabrici), cui la poetessa dedicò un commovente tributo in quella sorta di memoriale dell’esperienza manicomiale che è “L’altra verità. Diario di una diversa” (il Dott. Gabrici scrisse in seguito la prefazione al libro “Lettere al dottor G.”, Frassinelli 2008, che raccoglie le lettere scritte da Alda Merini durante la degenza con una macchina da scrivere che lo stesso Dott. Gabrici le aveva messo a disposizione).
Dice in particolare la Merini a proposito della psicoterapia col Dott. Gabrici:

“(…) cominciò la cosiddetta “psicoterapia”, fatta con lui e con estremo amore da parte di quell’uomo, che forse fu il mio salvatore. Certo, nei momenti di maggiore angoscia mi rifacevo alla psicoanalisi, e molto mi ha aiutato la simbologia freudiana a dipanare le mie situazioni, i miei fatti inconsci. Ma molto mi aiutò il dottor G. che con la sua terapia della non violenza dava all’ammalato la sensazione di poter essere ancora vivo, o di poter almeno accedere a quella specie di autenticità del vivere cui, di fatto, il malato solitamente aspira.”

 

Alda Merini “L’altra verità. Diario di una diversa”

1997 Rizzoli