Il 29 agosto del 1980, sul finire di una estate tormentata nella storia della Repubblica Italiana dopo l’abbattimento del DC 9 Itavia nei cieli di Ustica il 27 giugno e la strage alla stazione di Bologna il 2 agosto, muore a Venezia di adenocarcinoma etmoidale a soli 56 anni Franco Basaglia. Padre della discussa legge 180 di appena due anni prima (13 maggio 1978), Franco Basaglia rimane un personaggio centrale e di indiscussa importanza nel faticoso percorso della psichiatria italiana dalle logiche di tutela della pubblica sicurezza e della collettività fino a quel momento imperanti al ritorno a pieno diritto all’interno del sistema sanitario. Simbolicamente, il passaggio è sancito dalla chiusura dei manicomi, disciplinati da una normativa obsoleta risalente all’inizio del secolo scorso (legge 36 del 1904), e dalla apertura degli SPDC (i cosiddetti “repartini”: Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura) all’interno degli Ospedali Generali, insieme alla istituzione degli ambulatori psichiatrici sul territorio. La nuova normativa divenne parte della altrettanto rivoluzionaria legge 833 del 23 dicembre di quello stesso anno che istituiva il Servizio Sanitario Nazionale, ponendo fine all’epoca delle ‘mutue’.
Alla figura di Franco Basaglia è dedicato un bel libro recente di Oreste Pivetta, edito da Baldini Castoldi Dalai editore: “Franco Basaglia. Il dottore dei matti”.