L’etimologia di ‘persona’ è discussa, ma affascinante. Dato per certo che l’origine della parola è il termine latino ‘persōna, persōnam’, il cui significato è ‘maschera’ (usata nel teatro romano), vi sono due fondamentali interpretazioni sulla radice etimologica. La prima individua l’origine nel latino ‘personare’, derivato da ‘per’ (attraverso) e ‘sonare’ (suonare): il riferimento sarebbe alla funzione di amplificazione acustica permessa dalla maschera, vera e propria cassa di risonanza della voce. Curiosamente, nel gergo del canto lirico moderno è rimasta l’espressione ‘cantare in maschera’, per indicare un corretto uso dell’amplificazione della voce mediante lo sfruttamento delle cavità nasali e paranasali, una sorta di ‘maschera’ anatomica, fondamentale nell’opera lirica in cui la voce del o della cantante deve farsi sentire nitidamente superando gli ostacoli costituiti dalla sonorità di fondo della musica orchestrale e dall’ampiezza dei teatri. A questa caratteristica acustica della maschera del teatro romano, bisogna aggiungere anche la foggia della maschera, che permetteva di definire ulteriormente il personaggio rappresentato: un giovane, una vecchia e così via. Una seconda interpretazione individua l’origine di ‘persōna’ nel greco πρόσωπον (volto), attraverso l’etrusco Φersu. In questo secondo caso, l’accento sarebbe posto esclusivamente sull’elemento iconico, e sul fatto quindi che la maschera riproduce il volto in quanto aspetto saliente e sintetico del personaggio che si vuole rappresentare, per così dire il volto come intima essenza di un individuo.
Premesso che il termine personalità, uno dei derivati più importanti del termine ‘persona’, anche nella letteratura specialistica è contrassegnato da molteplici e talora contraddittori significati, si possono dunque individuare due principali aree semantiche che in esso si incrociano. Una riguarda l’aspetto finzionale della personalità, intesa come rispondente più a convenzioni sociali e quindi a una dimensione pubblica: la personalità paradossalmente nasconderebbe proprio come una maschera l’intima verità di una persona (è questa l’area di significato soprattutto sviluppata, in modo evidentemente più complesso, da Carl Gustav Jung). La seconda sembra sottolineare l’aspetto opposto: la personalità sarebbe fondata sugli aspetti più ‘veri’ di un individuo, al limite accentuati (come nel caso della maschera teatrale) per essere meglio comunicati e condivisi; in questo caso è comprensibile che col termine ‘impersonale’ si indichi anche qualcuno o qualcosa ‘privo di tratti specifici, banale’ (vedi “il Sabatini Coletti” Dizionario della lingua italiana). Quello che è certo è che il termine persona, insieme ai suoi derivati, si colloca in un’affascinante area ambigua tra verità e finzione, come la dimensione teatrale da cui esso in ogni caso origina.