zentivazentiva

Su wired.it, una interessante riflessione su IVG e obiezione di coscienza dei medici era recentemente sovrastata dalla pubblicità di Zentiva, azienda farmaceutica appartenente al colosso europeo Sanofi Aventis. E’ affascinante l’accostamento involontario di argomentazioni di etica e filosofia con la pubblicità di un gruppo farmaceutico che ha il business come obiettivo primario, non sempre perseguito in modo cristallino. Sanofi Aventis è stata multata nel 2013 (40,6 milioni di euro) dall’Autorità Garante per la Concorrenza francese per una campagna diffamatoria contro i generici concorrenti del proprio Plavix e del proprio generico Clopidogrel, quest’ultimo prodotto proprio da Zentiva. Nulla, paragonati ai 190 milioni di dollari pagati nel 2007 da Aventis negli Usa per aver scorrettamente gonfiato il prezzo di un proprio farmaco, l’Anzemet, antinausea usato nel trattamento dei pazienti oncologici. I cultori dei lati oscuri della storia potrebbero poi interessarsi alle vicende dell’azienda farmaceutica tedesca Hoechst, assorbita da Sanofi: la Hoechst AG fu tra le aziende (insieme alla Bayer, altro ben noto colosso farmaceutico) che diedero vita negli anni ’20 alla famigerata IG Farben, colosso chimico tedesco che ebbe un proprio stabilimento di punta ad Auschwitz. La IG Farben non solamente utilizzò decine di migliaia di deportati come schiavi, ma era anche proprietaria delle ditte che producevano il terribile Zyklon B, il gas usato nelle camere a gas dei campi di sterminio. Nei laboratori della Buna (altra fabbrica della IG Farben) a Monowitz vicino ad Auschwitz, lavorarono tra l’altro anche Primo Levi e Elie Wiesel.
Questa commistione tra cultura e capitale ospitata dalla pagina di wired.it non è ovviamente cosa nuova e fa tornare alla mente La Ricotta di Pier Paolo Pasolini. In una celebre scena il regista impersonato da uno straordinario Orson Welles provoca uno sbigottito giornalista che lo sta intervistando, rammaricandosi che non fosse malato di cuore: se il giornalista fosse morto sul set, spiega Welles, sarebbe stato un ottimo lancio del film, e il padrone del giornale non avrebbe potuto che esserne molto contento, essendo anche contemporaneamente il produttore del film…
(per chi vuole vedere la scena: https://youtu.be/_hoHvw_sypQ)